Lettura sociale, ovvero come condividere ciò che si legge

La lettura è sempre stata condivisione. Quante volte abbiamo decantato al nostro amico o parente di turno le qualità della nostra ultima scoperta letteraria? Con internet la condivisione diventa ovviamente globale e ci sono diversi modi per rendere la cosa interessante, anche se nell’ambito dei lettori per eBook le cose sono ancora abbastanza rudimentali, anche sul mercato inglese.

Un paio di mesi fa la solita Amazon ha acquisito un interessante servizio denominato Goodreads.  Si tratta di una piattaforma di condivisione orientata alla lettura. La descrizione che fanno di loro stessi sul loro sito rende bene l’idea di cosa facciano.

Goodreads è il sito più grande del mondo per lettori e suggerimenti di libri.  La nostra missione è di aiutare le persone a trovare e condividere i libri che amano. Goodreads è stato lanciato nel Gennaio 2007.

Un altro servizio del genere, è Quote.fm, una start up tedesca, che nel proprio video descrittivo espande i concetti che troviamo sintetizzati nella descrizione.

Il modo migliore per scoprire, leggere e condividere grandi storie che hanno la forza di diventare idee, provocare emozioni o cambiare un’intera  vita. Si tratta di storie che vale veramente la pena di leggere.

Entrambi questi servizi si basano sul concetto di lettura sociale, o social reading, in con cui si cerca di valorizzare quanto c’è di buono nel marasma contenuti che circolano sulla rete. Si tratta in fondo di idee non molto lontane dai servizi di social bookmarking alla Digg o Reddit. Quindi tutte l’intelligenza è delegata agli utilizzatori del servizio e se il numero di utilizzatori supera una certa soglia diventano veramente interessanti.

La difficoltà è proprio nella soglia del numero di utenti. Questo perché per trovare qualcosa di utile devo affidarmi ai gusti degli altri, possibilmente delle persone di cui mi fido o che stimo. È chiaro che se vado a seguire gli interessi dello spammer di turno finisco per annoiarmi in breve tempo.

Goodreads in particolare è la lettura sociale totalmente legata al mondo dell’editoria e ciò è al momento un grosso limite. Per segnalare un libro interessante occorre andare sul sito, registrarsi e poi inserire l’ISBN del libro. Tanto ovvio quanto scomodo. È chiaro che se Amazon decidesse di integrare il servizio all’interno del Kindle sarebbe tutta un’altra storia. Si avrebbe così l’eBook reader più diffuso che sfrutta una rete di lettori già affermata per dare indicazioni più interessanti ai potenziali lettori. Sarebbe un bel colpo.

Quote.fm è invece un qualcosa di più generico. Si tratta in questo caso di prendere dei testi e di condividerli su questo social reading. Una condivisione di citazioni insomma. Il bello è che essendo un servizio è possibile usarlo dal proprio browser, ma sarebbe integrabile in un qualsiasi eBook reader.

Ciò che a noi interessa di servizi del genere è la possibilità di promuoversi attraverso questi canali dedicati. Se il mio libro circola su Goodreads o Quote.fm mi posso creare una piccola cerchia di lettori che magari continueranno a seguirmi. Come sempre la regola d’oro del self-publishing è quella di fare branding, ciò di investire nella promozione del proprio nome.

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