Il vento non lo puoi fermare, Elvira Serra. Trama e recensione

Sono stata alla presentazione de Il vento non lo puoi fermare al Circolo dei Lettori di Torino, invitata dal Circolo Sardo A. Gramsci che ho avuto modo di conoscere attraverso la lettura di un libro che vedeva come protagonista la Sardegna.

Ed è parlando della Sardegna che incomincia il dialogo tra Massimo Gramellini ed Elvira Serra, con un ringraziamento ai sardi e al Circolo A. Gramsci per essere lì a sostenerla.
Come riporterà sulla sua pagina Facebook, Elvira confessa di aver avuto paura che la Sala Grande del Circolo dei Lettori restasse vuota e di aver sottovalutato il fattore S (Sardegna), che invece ha risposto numeroso al suo invito.

Il vento non lo puoi fermare, Elvira Serra

La chiacchierata prosegue con Massimo Gramellini che introduce il libro la cui trama ricorda la vicenda di Vasto e per la quale sorge spontaneo soffermarsi a parlarne.

Si è riflettuto sulle emozioni delle persone coinvolte nella tragedia, in particolar modo su quanto poco si conoscano i sentimenti della persona che per errore uccide un’altra, come Elias il protagonista del libro, e di quanto sia difficile riprendere una vita normale nel proprio paese quando quest’ultimo fomenta vendetta senza attendere la sentenza del giudice.

Poi si è parlato di quanto c’è di autobiografico ne Il vento non lo puoi fermare, a cominciare dalla vicenda a cui Elvira Serra si è ispirata e dove ne parla anche in un articolo sul Corriere della Sera e, poiché le riguarda da vicino scrive:
Sono passati più di vent’anni, studiavo all’università. Una sera dopo le prove con il coro chiesi a un amico di darmi un passaggio a casa. Dopo avermi lasciata, su un vialone alla periferia di Cagliari investì e uccise una donna. Non tornò più al coro, abbandonò l’università, e quando la vicenda giudiziaria si concluse lasciò la Sardegna e l’Italia.

Anche per la costruzione degli altri personaggi, oltre al protagonista, si è ispirata a persone del suo vissuto. Elvira Serra ha preso da sua madre ostetrica le conoscenze sulle nascite dei bambini per la figura della madre di Elias che lavora nel reparto di Ostetricia.

Elvira Serra al Circolo dei Lettori di Torino
Elvira Serra al Circolo dei Lettori di Torino

Violetta l’amica di Elias, il cui nome riprende la protagonista dell’Opera Verdiana La Traviata, ricalca per certi versi la figura dell’autrice.
Studia Filosofia a Cagliari e canta in un coro come l’autrice stessa ai tempi dell’università; da qui le sue conoscenze sulla musica che farà da sfondo a tutto il romanzo, soprattutto nei momenti in cui Elias deciderà di stare chiuso in camera e si concederà la musica e la lettura come unica evasione, come prima via per salvarsi dal suo stesso annichilimento.

Il nome Elias Portas invece è un omaggio alla scrittrice sarda e premio Nobel per la letteratura nel 1926, Grazia Deledda e al suo romanzo Elias Portolu.

Poi i personaggi, afferma Elvira Serra, come sempre accade nella loro creazione, incominciano a camminare con le proprie gambe, e ci racconta di quando l’editore le aveva suggerito di anticipare nel romanzo l’incontro tra Elias e Violetta per il piacere del lettore, e di come lei avesse difeso la sensibilità di Elias che in quel momento non era ancora pronto per vivere quelle emozioni.

La serata si è conclusa con le consuete domande del pubblico, e da parte mia, con una breve ma molto piacevole chiacchierata con l’autrice durante il firma copie, in cui le accennavo del mio rapporto con la Sardegna.

Trama de Il vento non lo puoi fermare

Il vento non lo puoi fermare, Elvira Serra
Bastione di Cagliari

Elias Portas è un ragazzo di ventidue anni che studia all’Università di Cagliari, città dove è nato e cresciuto. Oltre a giocare a calcetto, suona con i ragazzi del gruppo No Surrender e partecipa alla prove del coro insieme alla sua amica Violetta.

Una sera tutto questo si spezza. Elias è impaziente di riaccompagnare Violetta a casa dopo le prove del coro per confessarle i suoi sentimenti, ma non vi riesce. La lascia davanti al portone di casa incapace di parlare e, nel proseguire il suo tragitto in auto, investe una giovane donna che muore sul colpo davanti agli occhi del marito e della figlia.

Elias è un ragazzo molto sensibile e sente un grande senso di colpa da ergersi a giudice di sé stesso; la sua coscienza lo condanna a una dura espiazione, lascia l’università, rinuncia al Conservatorio e non vede più i ragazzi del gruppo. Si chiude nella sua camera dove trascorre giornate intere come se fosse un manichino abbandonato sopra il copriletto giallo. Non avrebbe saputo dire quando aveva invertito il giorno con la notte.

Neanche l’amore dei genitori e l’affetto di Violetta, che gli regalerà il cd con le Quattro suites per liuto di Bach per cercare di trasmettergli un po’ di conforto, riusciranno a tirarlo fuori dal suo lento e inesorabile, naufragio.

Dopo due anni Elias cerca di riprendersi la sua vita, un passo alla volta, fuggendo dall’amata Sardegna, aiutato dallo zio Alberto che gli farà capire che la vita non la puoi fermare.

Qui trovi l’estratto del libro!

Perché leggere Il vento non lo puoi fermare di Elvira Serra

Quando capita di leggere un libro scritto con profondità di sentimenti, possiamo ritrovare sprazzi della nostra vita che si amalgamano con le storie dei personaggi. E Il vento non lo puoi fermare è un libro di questi perché le emozioni dei personaggi sono tangibili, si avverte la loro presenza e questo ci permette anche di comprendere le sensazioni delle persone che ci stanno accanto, e come possiamo avvicinarci a loro nei momenti più difficili.

Soprattutto per questo motivo mi è stato di grande aiuto poiché ho potuto immaginare nella figura di Violetta la fidanzata di un mio amico che ha un tumore, e che per pudore ha deciso di non parlarne e non farsi vedere nei periodi della terapia.

Non guardarmi pensando che tra un anno non ci sarò più, non lo sopporto. Piuttosto, vattene adesso. Non mi serve qualcuno da consolare, sono io quella che ha bisogno di aiuto. Sono stanca, ho fatto ieri la terapia. Non voglio vomitare davanti a te, ma se continui a fare quella faccia, non credo che riuscirò a trattenermi.

In tutto il libro si respirano le emozioni dei personaggi, le loro sofferenze e il loro attaccamento alla vita perché Il vento non lo puoi fermare è un romanzo di rinascita, un libro che ci insegna quanto sia sempre necessario reagire e ritrovare il coraggio di continuare a vivere, malgrado il destino sia stato avverso.

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