Elias Portolu, Grazia Deledda.Trama e recensione

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Elias Portolu è un romanzo di Grazia Deledda pubblicato nel 1900 e racconta la storia di un intenso e complicato amore tra due cognati, Elias e Maddalena, e il loro conflitto interiore per non cedere alla passione e quindi, al peccato.

Elias Portolu, “su bellu mannu, il fiorellino di casa nostra” come lo definisce il padre Berte Portolu, è dotato di una grande sensibilità e si commuove per le piccole cose; la sua personalità stride con quella del padre e dei fratelli Pietro e Mattia.
La sua sensibilità lo porta ad innamorarsi di Maddalena, la promessa sposa del fratello Pietro. Questa condizione lo fa sentire pazzo perché non è cosa da uomini, come gli direbbe suo padre, e per non recare dispiacere al fratello, Elias è disposto a non fargli sapere nulla dei suoi sentimenti. Si strugge pur di riuscire a vincere le sue emozioni che lo angosciano e lo eccitano in maniera tormentosa anche durante il riposo in cui Maddalena gli appare in sogno.

Ciò nonostante, Elias non riesce a imporsi sui suoi sentimenti ed è incerto sul consiglio da seguire: Prete Porcheddu lo intima a vincere le sue tentazioni, le sue passioni umane e a non cedere al demonio, lo zio Martinu invece, lo zio di cui Elias si fida più di chiunque altro, gli suggerisce di dare ascolto ai suoi sentimenti e a quelli di Maddalena senza fuggire.

Elias decide si seguire i consigli di ziu Martinu, ma al momento di rivelarsi le parole non gli escono dalla bocca e nuovamente si ritrova a voler fuggire dai suoi pensieri e dalla presenza di lei rifugiandosi nella tanca in cui s’immerge in un languore doloroso.
Nella solitudine del bosco, ascolta la voce del “vento leggero che stormiva nei boschi, lontano, gli sembrava una voce confusa, ora dolce, ora paurosa. Che diceva? Che diceva il vento? Che mormorava la selva? Egli avrebbe voluto sentir distinta quella voce, e si angosciava, s’inteneriva, s’irritava, non riuscendovi”.

Foreste della Sardegna
Foreste della Sardegna, Castiadas

Pietro e Maddalena, ormai novelli sposi, sono spesso in disaccordo e comprendono l’errore dell’essersi sposati.
Elias invece ritorna dalla tanca apparentemente rasserenato e rinvigorito, ma nel vedere Pietro e Maddalena litigare, incomincia nuovamente a rimuginare sulle sue scelte fatte “sentiva che la sorte, la malvagia sfinge che tormenta gli uomini era stata ingiusta con lui: egli aveva cercato di fare il bene sacrificando se stesso, e invece il bene gli si era convertito in male. Perché? Quale fatalità aveva il diritto di giuocarsi così degli uomini?”.
Si risveglia in lui un impetuoso desiderio di averla con sé, tra le sue braccia; incomincia a seguirla con lo sguardo e lei lo accompagna finché non si ritrovano “storditi da un’ebbrezza senza nome”.

Perché leggere Elias Portolu di Grazia Deledda

Elias Portolu è uno dei romanzi di Grazia Deledda che ho apprezzato maggiormente. Sono rimasta affascinata dal bellissimo dialogo attraverso lo sguardo tra Elias e Maddalena. Quando ci si parla guardandosi negli occhi non menti, è come stare in una realtà diversa da quella concreta.

Elias e Maddalena s’incontrano in una sorta di realtà surreale in cui ci sono solo loro che si guardano e avvertono la loro presenza. Infatti, tutti gli altri personaggi non si accorgono di nulla, tranne prete Porcheddu e in seguito zio Martinu. Come in altro romanzo della Deledda, Marianna Sirca, in cui la protagonista insieme all’amato Simone, contemplano la loro immagine riflessa nel fondo di un pozzo e scoprono così di stare “assieme in un luogo lontano e fuori del mondo”.

La difficoltà sta poi nel scendere da questa dimensione di sogno e ricrearla nella realtà corporea dove non si è più soli ma bisogna convivere con le persone, con le gabbie morali della società o quelle sentimentali da cui spesso, come accade anche in Marianna Sirca, ostacolano e impediscono di vivere serenamente per cui si finisce per fare del male a se stessi e alle persone che li circondano.

Grazia Deledda nei suoi romanzi sonda i rapporti interpersonali, in particolare quelli che si creano tra una donna e un uomo vittime o prigioniere delle convenzioni sociali e che si scontrano inevitabilmente con i loro sentimenti.

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