Ciò che deve essere fatto, Marcello Gnani. Trama e recensione

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Essere un nano non è mai facile. E se sei un nano che si caccia regolarmente nei guai allora i problemi si moltiplicano, anche se succede perché sei in realtà un nano generoso. E su questa idea Marcello Gnani, autore che si dimostra essere particolarmente a suo agio col genere fantasy, ci propone le storie di Páer, un nano abitante di Traágrin, città nanica sotterranea dell’impero Snòogl.

Ciò che deve essere fatto, tra nani, goblin e storie fantasy

Páer è un nano e nella sua città è noto anche come “Difensore”. Questo perché quando c’è l’ennesima incursione di qualche goblin, o quando qualche giovane nano si è cacciato nei guai, è lui a intervenire per difendere la sua gente e a risolvere il problema.

Difensore non è però un supereroe, ma solo un nano coraggioso che nelle sue avventure finisce per cacciarsi nei guai egli stesso. A quel punto, puntualmente, non ha altra scelta che invocare l’intervento divino della Forgiatrice, la dea protettrice dei nani di Snòogl, a cui, in cambio della salvezza, promette di non partire più. Inutile dire che una promessa del genere Difensore non è proprio in grado di mantenerla per molto tempo e quindi il tutto si ripete alla prima richiesta d’aiuto.

Dopo un paio di avventure scopriamo che Snòogl è in realtà un impero piuttosto pacifico, ma come in tutti gli imperi al suo interno non tutto è esattamente sotto controllo. Infatti una rivolta infuria in una regione lontana e Páer si vedrà costretto a fare il soldato. L’esperienza della guerra lo segnerà profondamente nell’anima e la guerra porterà poi ulteriori problemi a Traágrin quando si presenterà la Compagnia del Fosso, composta da nani non molto solidali con i propri simili, anzi in realtà dei vili approfittatori. Insomma il povero nano avrà bisogno di molto tempo per mettere a posto la propria vita e la sicurezza della propria città e trovare una nana che stia al suo fianco.

Ciò che deve essere fatto

L’immaginario fantasy con un tocco di realismo

Partiamo col dire che Ciò che deve essere fatto di Marcello Gnani è un romanzo che attinge a piene mani da quello che è il più classico immaginario fantasy tolkieniano. Quindi le lande di Snòogl sono popolate da nani, elfi e umani circondati dai viscidi goblin e orchi. Da questo punto di vista ci si sente subito a casa perché conosciamo già il carattere e le inclinazioni delle diverse specie.

Marcello Gnani aggiunge però qualche elemento peculiare che rende Snòogl un posto un po’ diverso, in particolare introduce gli Tzàni, degli ibridi gnomo-zanzara, e i Ròsk, degli ibridi nano-rospo. In particolare i secondi sono importanti perché sono la specie che gestisce l’impero grazie ad una fortunata combinazione di intelligenza e prestanza fisica, e sono quindi elementi fondamentali delle trame.

Ancora più interessante è l’evoluzione del protagonista Páer che da nano coraggioso pronto a sacrificarsi diventa un nano disilluso della vita a causa della guerra e finisce per essere un nano alla ricerca di un senso per la propria vita. In questa evoluzione è sintetizzata anche il tocco di realismo terrestre che l’autore ha deciso di dare alle vicende di Snòogl.

La guerra in particolare lascia brutte cicatrici nel cuore di Páer. Dopo aver passato una gioventù con pochi e semplici valori che lo portavano a inseguire e trucidare i cattivi goblin, l’esperienza della guerra gli insegnerà che tutti gli esseri viventi sono capaci di atti per nulla nobili, e inoltre gli farà comprendere quali siano i suoi limiti fisici psicologici. Marcello Gnani mette quindi in piedi uno strano fantasy-realismo in cui temi tipici del nostro mondo sono riproposti in un contesto in cui generalmente la separazione tra bene e male è decisamente più semplice. Praticamente crea il Rambo dei nani, reduce di guerra e pieno di traumi e angosce.
Seguire l’evoluzione del personaggio è quindi interessante perché lo porta ad affrontare le sfide sempre più grandi che competono al suo ruolo di eroe con uno stato d’animo sempre diverso. Un tratto sicuramente interessante e ben curato.

Qualche appunto va invece fatto alla narrazione. Ogni capitolo affronta una peripezia del nano e comprende un ciclo narrativo completo con il protagonista che parte e ritorna a Traágrin più o meno intero, ma nei capitoli della seconda parte il tutto sembra accavallarsi un po’ con il povero Páer catapultato da una situazione all’altra senza soluzione di continuità. Nei primi capitoli sembra esserci quel momento di stacco che permette di separare le vicende, ma altre volte sembra che il capitolo successivo sia quasi una continuazione, quando in realtà è una vicenda separata. Probabilmente sarebbe stato utile un po’ di lavoro in più per smussare questi spigoli di un lavoro che nel complesso è più che buono.

In sintesi con Ciò che deve essere fatto l’autore Marcello Gnani è riuscito a creare un bel romanzo, con personaggi strutturati e verosimili, per quanto lo possano essere dei nani fantasy, inseriti in un mondo coerente e piacevolmente sfaccettato. Alcuni aspetti probabilmente avrebbero richiesto un po’ più di lavoro di perfezionamento, ma anche così il risultato è molto piacevole.

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