Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, Roy Lewis. Trama e recensione

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene mi era stato regalato per il Secret Santa, una tradizione natalizia occidentale che non conoscevo prima di partecipare alla CDNAP (Cena di Natale a pranzo), organizzata da un gruppo di persone, tra cui amici, e che si tiene un sabato di fine Novembre o inizio Dicembre dove ognuno porta una pietanza da spartire con gli altri commensali.

Come da tradizione, il Segret Santa prevede l’assegnazione di un dono ciascuno da parte di un donatore per uno, scelto in maniera casuale e la cui identità, nel nostro caso, deve essere indovinata e non rimanere segreta.

 

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, Roy Lewis

“Cara amica Evelina,
che non ti conosco ancora per gusti ed interessi,
ti omaggio di questo romanzo che non può fallire
perché parla dell’umanità tutta intera e quindi
anche di me, di te e di tutti quanti noi.
Buon Natale, che ti sia allegro e leggero.”

 

Non conoscevo neppure Roy Lewis, ma nel leggere il pensiero di Terry Pratchett che considerava Il più grande uomo scimmia del Pleistocene uno dei libri più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni, e per Fruttero & Lucentini era l’esempio più riuscito nell’utilizzo dell’anacronismo in letteratura, ringraziai di cuore il mio donatore, dopo essersi svelato, per la scelta del romanzo.

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Roy Lewis e di quanto l’essere umano, tutt’ora, non sia poi così diverso

Se il giornalista inglese Roy Lewis fosse ancora vivo e potessi fargli una domanda, gli chiederei come ha avuto la brillante idea di raccontare in maniera umoristica le vicende di una famiglia di cavernicoli del Pleistocene come fosse una famiglia dei giorni nostri.

Roy Lewis immagina questa famiglia di ominidi nel momento in cui la loro vita cambia e migliora per aver preso la decisione di scendere dagli alberi e adottare la postura eretta. In questo modo gli uomini scimmia cominciano a distinguersi dagli altri animali per la loro maggiore intelligenza nella capacità di evolversi in base all’emergenza che riguarda la sopravvivenza.

Alla guida di questa famiglia c’è Edward, un uomo di grande ingegno e talento scientifico che rivoluzionerà il vivere della sua orda scoprendo come riprodurre e controllare il fuoco, studiando e inventando nuove armi come le lance con la punta indurita a fuoco, l’arco e le frecce e inoltre, intuisce l’importanza della commistione genetica e del saper lottare per garantire la selezione naturale.

La famiglia di Edward è composta dalla moglie, dai figli: Ernest, Oswald, Wilbur, Alexander, William ed Elsie che, con la loro curiosità e perseveranza verso le loro passioni personali, contribuiranno ad allargare le potenzialità date dalle scoperte del padre. Tra queste si possono annoverare l’abbattere gli animali selvatici con più facilità e frequenza e il conseguente approvvigionamento non solo di cibo, ma di pelli e altri elementi.
La cottura invece ha reso masticabile e digeribile la carne, permettendo loro di avere più tempo a disposizione
per pensare a sé stessi e scoprire la propria interiorità come non avevano mai fatto.

Crossing Country di John Mawurndjul

Mi resi conto, con un certo sbigottimento, che sopra le mascelle e dietro gli occhi avvenivano tantissime cose, indipendentemente da ciò che poteva venire al di fuori. Gli eventi interiori continuavano anche mentre dormivo, e ancor più vividi: ma allora perdevo ogni controllo su di essi, che diventavano una specie di immagine riflessa, come su uno specchio o sull’acqua, del mondo spaziale in cui si muovevano le membra esterne.

Non era sufficiente liquidare tutto ciò come un sogno, perché faceva parte della realtà con altrettanta concretezza della mia ascia di selce. Imprevedibile e spaventoso era il mondo esterno; ancora di più lo era quello interiore.

Oltre a migliorare le condizioni di vita, il progresso porta nella famiglia di Edward a degli scontri ideologici. Ognuno ha un’opinione differente riguardo al futuro dei risultati delle ricerche, Edward vorrebbe mettere a disposizione della subumanità in generale i risultati del suo lavoro mentre i figli, si terrebbero il segreto per sé in modo da sfruttare le loro conoscenze per prevalere sulle altre orde.

Negli ultimi capitoli si percepisce l’inizio di un nuovo sviluppo che riguarderà le attività commerciali e politiche, fortemente sostenute dalle nuove generazioni, tanto da liberarsi del vecchio scienziato divenuto ormai una minaccia per il futuro.

John Mowandjul

Malgrado l’uccisione di Edward, i figli si sentiranno ugualmente debitori verso la figura del padre, continueranno a raccontarne le gesta e a considerarlo il più grande uomo scimmia del Pleistocene, per la sua incrollabile fede nel futuro, generando in questo modo le sue scoperte scientifiche di cui noi facciamo uso tutti i giorni e che ci hanno permesso di arrivare sino a qui.

Come ogni epoca che si è distinta per una scoperta o evoluzione non manca la figura del tradizionalista, ne Il più grande uomo scimmia del Pleistocenne questa figura è rappresentata dallo Zio Vania, che non approva le scoperte di Edward anche se queste facilitano la sopravvivenza, come l’esser sceso dagli alberi e l’aver utilizzato il fuoco per difendersi e scaldarsi.

La figura dello zio Vania mi ha riportato alla mente la vicenda del medico ungherese Ignác Semmelweis, il salvatore delle madri, la cui storia è ben descritta nel libro – tesi di Louis-Ferdinand Céline ne Il Dottor Semmelweis. L’importante scoperta di Semmelweis permise di evitare la morte a moltissime puerpere dovuta alle infezioni scaturite dalla mancata igiene delle mani dei medici. Nonostante ciò, le sue scoperte furono screditate dai medici stessi, e ci vollero più di quarant’anni prima di essere accettate.

Tuttavia capita che non sempre le scoperte siano sinonimo di grande progresso, alle volte ci va del tempo per capire che possono anche essere delle soluzioni dannose per l’essere umano e l’ambiente. Solamente con la consapevolezza dell’errore, e il conseguente studio alla ricerca di nuovi espedienti, continuerà la nostra evoluzione.

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