Intervista ad Anemone Ledger, autrice de Il sorpasso dell’irrealtà

Il sorpasso dell’irrealtà è una raccolta di racconti noir ed horror, in cui l’irrealtà s’intreccia con la realtà effettiva delle cose. Questo legame trascina con sé i personaggi, le loro storie ed i loro animi.
Ogni racconto è segnato da un filo rosso che lega tutta la raccolta, ma che al contempo sembra dividerla per la straordinaria diversità delle ambientazioni, dei luoghi e dei fatti.
Non è l’horror, alla fine, nient’altro che un sorpasso della realtà, uno stravolgimento completo della propria condizione mentale stabile?

AnemoneLedger
Anemone Ledger

Intervista
Sovente capita di pensare che i giovani perdano il loro tempo sui social network dietro a questioni di poca importanza e invece, a guardar bene, si possono scoprire dei giovani autori  che possono sorprendere per la loro determinazione e capacità nel portare avanti i loro sogni.

Anemone Ledger ha 17 anni, frequenta il Liceo Scientifico e Il sorpasso dell’irrealtà è il suo primo libro.


Parlaci del libro

Innanzitutto Il sorpasso dell’irrealtà è una raccolta di racconti noir ed horror. In questi racconti vi sono dei personaggi, che differiscono completamente per la propria identità, ambientazione, storia. Infatti l’unico filo rosso che attraversa il libro è rappresentata dall’irrealtà che l’horror genera sulla realtà dei personaggi.
Sono legata tantissimo al secondo racconto della raccolta, che poi da il titolo a quest’ultima. Mi impersonifico nel personaggio principale, gettando tra le pagine delle sue lettere alcune mie paure, alcuni miei dubbi, frustrazioni.

Ci sono, in questa raccolta, dei riferimenti ai personaggi della Letteratura?

Per il protagonista del secondo racconto mi sono ispirata a quello del racconto Le Horla di G. De Maupassant, mentre i personaggi del sesto racconto sono presi proprio dall’inferno dantesco, nel canto su Ugolino della Gherardesca.

A quali generi letterari ti ispiri e quali prediligi?

Prediligo l’horror, il noir, il giallo, il thriller. Adoro anche i testi che non rientrano in tutto e per tutto in questi generi, ma che comunque abbiano atmosfere cupe o gotiche.
Gli autori che più mi hanno ispirato e mi ispirano tutt’ora sono Charles Baudelaire, Edgar Allan Poe, Stephen King, H. P. Lovecraft, Mary Shelley, Paolo Giordano.

Quanto lavoro c’è dietro a Il sorpasso dell’irrealtà? Ci sarà un seguito?

M’impegno tantissimo quando scrivo, sempre. In questo caso il tanto lavoro c’è stato, ma in minor misura rispetto a quello che ho dedicato al romanzo che ho iniziato a scrivere in estate e sto tutt’ora completando.
Un seguito dei quest’opera non ci sarà ma, come ho già detto prima, sto lavorando ad un romanzo sempre di genere horror.

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

Il sorpasso dell'irrealtà, Anemone Ledger
Illustrazione di Manuel Scapinello

Scrivo da quando ho otto anni e ho letto appunto fin da piccolissima scritti di genere horror, con sfaccettature noir o gotiche. La scrittura è sempre stato il mio punto fisso e ho cercato di arricchirla quanto più ho potuto e posso leggendo molto, scrivendo molto, facendo parte ad eventi culturali, corsi e associazioni infatti, sono un membro della commissione libri dell’associazione Scusate il ritardo.

Trovo la copertina molto interessante poiché particolare. Te l’ha disegnata qualcuno o è un’immagine che hai preso da qualche parte? O magari l’hai fatta tu!

L’immagine l’ha ideata Manuel Scapinello, artista bravissimo che in molti suoi lavori riflette i miei scritti pur non conoscendoli. Nel senso, nei suoi disegni ci vedo molto horror, molto della scrittura di questo genere.

 Breve estratto de Il sorpasso dell’irrealtà

25 Aprile 1998.
Immagina tutti i mali in forma liquida, scorrere lungo degli alti gradoni. Immagina questa consistenza nera come una cascata, solo molto più lenta e grumosa. Immaginala affluire tutta in un unico grande bacino, comune per il mondo. Immagina esseri rosa, che s’incamminano tutti stancamente verso quella sorgente fetida, ignari di stare andando incontro alla propria fine, resi curvi da un peso invisibile. Questo appesantisce il loro ritmo ad ogni passo, seppur di poco, quasi risucchiando man mano il sangue necessario. Alcuni esseri sono più svelti, altri più pigri. Immaginali bagnarsi, la carnagione che da bianca diventa man mano più scura, sempre più scura. S’immergono felici per quel qualcosa di nuovo, felici della loro nuova scoperta. Se riesci a costruire bene quel mondo seguendo le mie parole, riuscirai a scorgere dei sorrisi addirittura. Ecco, è questo ciò che alla fine noi siamo.

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